Valori e Identità

Il movimento politico nasce come Associazione denominata “I liberali” il 10 febbraio 2007, per volontà di Ciro Giovanni Palmieri, e di un gruppo di persone che fino ad allora avevano fatto riferimento al Partito liberale. Quello stesso partito originario, ricostituito nel 1997, che nel 2004 aveva ripreso il vecchio nome di Pli, ma senza ottenere significativi risultati.

Nel 2009, alcuni iscritti all’area cominciarono a impegnarsi e a candidarsi, a titolo personale, come liberali.

Nella primavera del 2019, per iniziativa di Palmieri e di alcuni amici di area liberale, si è deciso, di trasformare l’Associazione in soggetto politico, modificando lo statuto con i fondatori che erano ancora disponibili, allora erano uno per ogni regione italiana.

Tuttavia, visto che nell’agone politico era già stata presentata una nuova organizzazione con la dicitura ‘i Liberali’, legata a Renato Altissimo, abbiamo pensato di cambiare il nome della nostra Associazione in Liberaldemocratici Italiani. Il simbolo è però rimasto lo stesso, con il colore blu di fondo e un gabbiano stilizzato, considerato che quasi tutti i soggetti liberali o liberaldemocratici europei hanno nel loro emblema un gabbiano o comunque un volatile. A ciò, abbiamo aggiunto tre punti verdi, bianchi e rossi, per richiamare il tricolore e sottolineare l’importanza fondamentale delle persone.

Oggi, i Liberaldemocratici Italiani si presenta con la sua organizzazione a tutti coloro che nel Paese intendono collaborare per la più ampia diffusione dei principi e dei valori liberali e democratici e per dare uno spazio di rappresentanza e uno strumento efficace di presenza politica a tutti coloro che si riconoscono e si affidano ai principi e valori di un’antica e sempre rinnovata tradizione civile moderata e liberaldemocratica.

E’, giunta l’ora di ristabilire la verità rispetto a un’errata interpretazione e conseguente percezione del presente e della quotidianità, che, con la caduta della Prima Repubblica e nel corso della Seconda Repubblica, ha ritenuto che noi autentici spiriti liberali fossimo piuttosto il residuo di un passato. E invece, quel presente e quella quotidianità continuavano ad attingere ai principi e ai valori della nostra più antica e perenne tradizione, facendo in modo tuttavia che proprio a noi l’intellighenzia e l’establishment di questo nostro sempre amato Paese non riconoscesse i meriti storici dovuti e viceversa alimentasse, tra noi, processi di divisione culminati in una vera e propria diaspora. Un vero e proprio esilio.

Ma, noi sappiamo bene come sono davvero andate le cose in quest’ultimo quarto di secolo circa trascorso. La fine del Novecento e l’inizio di questo Nuovo Millennio hanno mostrato, in tutto l’Occidente, il trionfo del modello di governo democratico e liberale; con la caduta del Muro di Berlino, tutti gli storici hanno discusso l’ipotesi che addirittura la storia fosse finita avendo raggiunto e instaurato una tendenza a livello globale che conformava i sistemi politici ai principi della democrazia liberale.

In Italia, questo processo è stato accettato e condiviso anche da forze politiche che fino ad allora l’avevano combattuto; forze che erano state definitivamente sconfitte dalla storia, ma che non hanno accettato di farsi da parte e, pur rinnegando tutto ciò in cui credevano, hanno pensato a una mera rivincita sul piano dell’immagine ma non dei contenuti.

E quindi è giunta anche l’ora che quest’ultimo inganno abbia termine e a tutti noi liberali – il filosofo Croce in proposito avrebbe potuto aggiungere “Perché non possiamo non dirci liberali” – venga offerta l’occasione e l’opportunità di riorganizzarci al fine di ampliare maggiormente i spazi di libertà che investono tutte le società civili e occidentali, così come la nostra, nell’ambito di ogni comune, provincia, regione e rispettivi ambiti di rappresentanza e di governo dei cittadini.

Siamo certi che tutti noi, attuali iscritti e dirigenti locali, siamo e saremo il lievito capace di riuscire, in tempi ravvicinati, a dare voce e organizzazione alle molteplici forme di pensiero, cultura e tradizione liberaldemocratica presenti nel nostro Paese.

Oggi, anche nel nostro Paese, tutti – proprio tutti – si dichiarano e si professano liberali: dalla destra alla sinistra, c’è il quasi unanime riconoscimento che i valori liberali e i sistemi politici da essi ispirati e sorretti siano i più adatti e conformi al modello di democrazia di un paese economicamente e socialmente avanzato ed evoluto.

Ciò naturalmente potrebbe suggerire l’idea che non ci sia bisogno di formazioni politiche dichiaratamente liberali, dato che tutti siamo e ci dichiariamo già liberali. Ma, in effetti, non è proprio così, in quanto occorre evitare che, com’è avvenuto nell’ultimo quarto di secolo in Italia, i nostri principi democratici e liberali non siano svenduti e ridotti nominalisticamente all’uso di mere etichette.

Le idee, infatti, hanno sempre bisogno del concorso e del supporto di uomini, organizzazioni e rappresentanti politici che ad essi si richiamano esplicitamente e li mettano in pratica, in modo coerente e convinto, nelle molteplici forme quotidiane dell’azione e dell’iniziativa politica. Così che, la nostra stessa iniziativa da opportunità si trasforma in dovere e, in definitiva, nella responsabilità di consegnare alle generazioni che ci seguiranno il portato di una storia che abbiamo ereditato grazie al sacrificio e alla generosità delle generazioni che ci hanno preceduto.

Ecco perché noi Liberaldemocratici Italiani intendiamo porci come una forza propositiva, presentandoci come il “Partito della storia e della ragione”,  al fine di sostenere e ribadire le istanze diffuse che provengono innanzitutto dall’esercizio delle libertà civili e politiche necessarie alla formazione e allo sviluppo di un sistema economico produttivo che non soggiaccia alla pressione talvolta soffocante della burocrazia, agitata da tentazioni assistenzialistiche, spinte che l’Italia non può più permettersi a causa dell’ingente debito pubblico. Il nostro debito pubblico ha ormai raggiunto un livello pari al 160% del PIL, un livello che necessariamente deve calare se vogliamo che i nostri figli e nipoti possano nutrire qualche speranza di una vita adeguata, al netto dei debiti già contratti.

Questo grave fardello che pesa sul nostro intero sistema-Paese non può assolutamente esimerci da responsabilità che noi stessi abbiamo e pertanto con volontà e forza dobbiamo impegnarci tutti a governare la realtà del presente e fornire risposte adeguate al declino in cui è incorso il nostro Paese soprattutto a seguito delle politiche di governo che hanno caratterizzato in particolare l’ultimo decennio dell’attuale crisi.

Pertanto, noi Liberaldemocratici dobbiamo dire basta al paradosso della marginalizzazione e dell’autoesclusione dalla vita pubblica. E’ finito il tempo delle recriminazioni e delle fughe nel privato. E’ ora di rimboccarsi le maniche. Spetta a noi quindi, Liberaldemocratici Italiani, l’onere e l’onore di raccogliere la sfida, impegnarci ed essere protagonisti. Noi liberaldemocratici Italiani non intendiamo più, per il futuro, affidare le sorti delle nostre idee ad alcuno. Pertanto intendiamo tornare in campo con le nostre insegne e con l’orgoglio del nostro passato, ma anche con l’ambizione di un futuro degno della tradizione ideale, culturale e morale di cui siamo portatori.

Solo un partito rinvigorito nelle strutture nel gruppo dirigente e nella rete di diffusione territoriale, potrà partecipare a questa nuova fase della vita politica italiana. Per quanto ci riguarda, siamo pronti e disponibili, senza pregiudiziali di sorta alla discussione. Il Partito, dunque, si avvia ad intraprendere un lungo cammino, con tappe scandite e predeterminate, e vorrà dire la sua sui temi dell’agenda politica nazionale, con l’impegno di non mancare agli appuntamenti elettorali.

Noi, Liberaldemocratici Italiani, consapevoli che nel nostro Paese manca da troppo tempo un’adeguata rappresentanza politica del mondo liberale, abbiamo ritenuto non più rinviabile la proposta di dar vita a un movimento politico di area moderata in cui far convergere i valori comuni della plurisecolare tradizione dell’Occidente democratico e dell’Europa liberale.

Liberaldemocratici Italiani è un’Associazione Politica Nazionale di cittadini di area moderata che si riconoscono negli ideali propri delle tradizioni democratiche, liberali , cattolico-liberali, laiche e riformiste europee,  ai sensi dell’art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana e si propongono di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, facendo valere i principi costituzionali ed essenziali di Libertà personale, Sicurezza e Salute del cittadino nell’ambito dei confini interni ed esterni del Paese, Giustizia e Solidarietà a difesa di ogni individuo e in ordine alla formazione e allo sviluppo sia di un modello “aperto” di economia di mercato sia di una corretta applicazione del principio di sussidiarietà.

E’ però importante sottolineare che, in particolare nell’attualità, la garanzia e la tutela necessaria dei principi di Giustizia e di Solidarietà richiedono tuttavia anche un recupero della dimensione “sociale” del vivere quotidiano, al fine di adottare un modello di democrazia che sia ancora partecipato e partecipativo.

Infine, sempre in relazione ai tempi e alla realtà contingente e in considerazione dell’attuale panorama politico ed elettorale italiano, dichiariamo che la nostra collocazione è nella grande area moderata.

Questa nostra iniziativa costituisce pertanto un’importante sfida lanciata a tutte le forze e le intelligenze produttive del nostro Paese, in nome di una cultura ispirata ai principi di democrazia e libertà, che identificano ogni modello di società “aperta”, e al principio di responsabilità, che indissolubilmente ci lega alle generazioni che ci hanno preceduto e alle generazioni che ci seguiranno.