Liberaldemocratici Italiani: del tutto inadeguato l’impianto sulle pensioni.

Diverse sono le posizioni, di proposito, sulle misure della legge di bilancio e sulle pensioni, #Draghi tiene il punto lasciando Palazzo Chigi prima della fine dell’incontro. Ricordiamo male nel dire che l’unica cosa che lo interessa realmente è l’attuazione del piano delle riforme, senza il quale non ci sono i soldi del Recovery Plan? Allora, una cosa va fatta assolutamente in modo prioritario sul dopo quota 100 e non tornare alla #Fornero. La separazione tra assistenza e previdenza.

Avendo da sempre i conti uniti risulta che la spesa previdenziale in Italia è tra le più alte in Europa andando a sfiorare quasi il 17% del PIL. Ma l’assistenza incide per almeno quattro punti di PIL e quindi il costo scende a poco più del 13%. Oltretutto la spesa pensionistica è calcolata al lordo delle prestazioni. Per cui se viene indicato che il costo complessivo delle pensioni in Italia ammonta a 290 miliardi di euro bisogna considerare che almeno 50 miliardi di euro sono rappresentate da imposte che quindi ritornano allo Stato. Questo calcolo è essenziale per far scendere la spesa pensionistica pura in Italia ben al di sotto del 12% del PIL motivo per il quale siamo uno dei paesi europei dove si spende meno per pensioni, meno per fare un esempio di Germania e Francia.

E’ del tutto giusto che in un paese civile e moderno come l’Italia debbano esistere forme di assistenza per i cittadini come cassa integrazione, reddito di cittadinanza, per persone che per vari motivi sono rimaste senza lavoro e quindi lo Stato per un periodo breve interviene al sostentamento, come anche per gli altri istituti già in essere. Ma non si possono mettere insieme due istituti come previdenza ed assistenza in quanto trattasi di capitoli di spesa completamente diversi. Oltretutto la pura previdenza alimentata dai cospicui versamenti fatti dai lavoratori, epurati da altre spese non inerenti ha la possibilità di reggersi tranquillamente da sola.

E’ ora che di finirla con tale imbroglio e certificare ufficialmente che la spesa previdenziale in Italia è sotto il 12% di PIL perfettamente in linea con quella europea. Dimostrando all’Europa che il sistema previdenziale è in grado di reggersi da solo si potrà finalmente abbattere per sempre l’arbitraria legge Fornero, facendo una legge strutturale e di ampio respiro che dia a tutti i cittadini italiani la possibilità di lasciare il mondo del lavoro con 41 anni di contributi o in alternativa operando una flessibilità in uscita a 62 anni di età e dando ai giovani, alle donne e a chi svolge lavori usuranti delle agevolazioni che una  paese civile e moderno dovrebbe avere.

Il Coordinatore Nazionale

Ciro Giovanni Palmieri

27/10/2021