Il Partito

Il Partito dei Liberaldemocratici Italiani nasce il 10 febbraio 2007, con atto pubblico in Roma, quale espressione politica nazionale autenticamente radicata nella tradizione liberale e democratica.
Tra i fondatori figurano Ciro Giovanni Palmieri, Francesco Agoni, Vincenzo Mazza e Gherardo Guazzini, insieme ad altri amici liberali, accomunati dalla volontà di dare voce a un’area moderata, riformista ed europeista.
Il Partito si riconosce nell’eredità delle grandi culture politiche europee —  liberale, democratica e laica —  e, ai sensi dell’articolo49 della Costituzione, concorre con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale. Ponendo la libertà quale principio supremo e criterio ordinatore dell’azione pubblica e privata, i Liberaldemocratici Italiani si ispirano ai valori di libertà, giustizia e solidarietà, a tutela del primato della persona.
In tale quadro, il Partito promuove una moderna economia sociale di mercato e una rigorosa applicazione del principio di sussidiarietà,configurandosi come forza liberale, riformatrice ed europeista, al servizio del progresso civile ed economico del Paese.

Statuto e Regolamenti

Lo Statuto dei Liberaldemocratici Italiani configura un soggetto politico nazionale di ispirazione liberale, riformista e moderata, fondato sul primato della libertà individuale, sulla centralità della persona e sul metodo democratico sancito dall’art. 49 della Costituzione.
L’architettura organizzativa è solida e garantista, articolata in organi elettivi, di direzione e di controllo, che assicurano equilibrio tra rappresentanza, responsabilità e partecipazione diffusa.
L’azione politica si ispira ai valori della tradizione liberaldemocratica europea e si propone di concorrere con rigore e visione alla vita democratica nazionale, promuovendo un’ economia di mercato avanzata, il principio di sussidiarietà e una cultura istituzionale fondata su libertà, merito e responsabilità.

10/02/2007
Statuto

Statuto ufficiale Liberaldemocratici Italiani

2020
Regolamenti

Regolamento Generale approvato l'8 gennaio 2020 in vigore dal 13 gennaio 2020

Cambiare la politica significa cambiare chi la fa.
Idee, non propaganda. Una nuova generazione politica.

Valori e Identità

Il Partito nasce il 10 febbraio 2007 come Associazione denominata “I Liberali”, per iniziativa di Ciro Giovanni Palmieri e di un gruppo di personalità provenienti dall’esperienza del Partito Liberale Italiano, già ricostituito nel 1997 e successivamente riproposto nel 2004 senza tuttavia conseguire risultati politici significativi. Nel 2009, alcuni aderenti a quell’area iniziano a impegnarsi direttamente nella vita pubblica e a candidarsi, a titolo personale, assumendo esplicitamente un profilo liberale. Nella primavera del 2019, su impulso di altri esponenti dell’area liberale, l’ Associazione viene trasformata in soggetto politico attraverso una revisione statutaria, con la partecipazione dei fondatori ancora disponibili, rappresentativi delle diverse realtà regionali italiane. Contestualmente, preso atto della presenza sulla scena politica di una diversa formazione denominata “I Liberali”, collegata alla figura di Renato Altissimo, si decide di assumere la denominazione di Liberaldemocratici Italiani. Il simbolo resta immutato: fondo blu e gabbiano stilizzato, in linea con una tradizione europea che spesso associa le formazioni liberali e liberaldemocratiche a figure di libertà e movimento. A questo segno identitario si aggiungono tre punti nei colori verde, bianco e rosso, richiamo esplicito al Tricolore e al primato della persona nella comunità politica. Oggi i Liberaldemocratici Italiani si propongono come luogo politico aperto a tutti coloro che intendano contribuire alla diffusione e alla difesa dei principi liberali e democratici, offrendo una rappresentanza coerente a chi si riconosce in una tradizione moderata, riformatrice e profondamente europea.
È tempo di ristabilire una verità spesso deformata nella percezione pubblica.
Con il tramonto della Prima Repubblica e nel corso della Seconda, si è diffusa l’ideache il pensiero liberale fosse residuo del passato. Al contrario, proprio quella tradizione ha continuato a costituire una fonte essenziale per l’evoluzione delle democrazie occidentali, pur senza ricevere adeguato riconoscimento culturale e politico, e subendo spesso divisioni e frammentazioni fino a una vera e propria diaspora. La fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio hanno segnato, in tutto l’Occidente, l’affermazione del modello democratico-liberale. La caduta del Muro di Berlino ha rafforzato l’idea di una progressiva convergenza dei sistemi politici verso la democrazia rappresentativa e l’economia di mercato. In Italia, tale processo è stato attraversato anche da forze politiche provenienti da tradizioni ideologiche profondamente diverse, talvolta prive di una reale elaborazione culturale coerente con le nuove condizioni storiche, dando luogo più a trasformazioni di facciata che a un autentico rinnovamento dei contenuti. Oggi si è diffusa una generale auto-proclamazione di “liberalismo” che attraversa tutto lo spettro politico. Ma proprio questa apparente unanimità rischia di svuotare di significato i principi liberali, riducendoli a formule nominali prive di reale applicazione.  Le idee, al contrario, vivono solo se sostenute da organizzazioni politiche coerenti, da una classe dirigente responsabile e da una pratica quotidiana dell’azione pubblica. In questo senso, la nostra iniziativa non è soltanto un’ opportunità, ma un dovere politico e civile: quello di custodire e rinnovare una tradizione che abbiamo ereditato e che siamo chiamati a trasmettere alle generazioni future. I Liberaldemocratici Italiani intendono quindi porsi come forza propositiva,consapevolmente radicata nella storia e nella ragione, per sostenere una società aperta fondata sulle libertà civili, sulla responsabilità individuale e su un’economia di mercato libera da eccessi burocratici e da derive assistenzialistiche, incompatibili con la sostenibilità del sistema-Paese.
Il peso del debito pubblico, rappresenta un vincolo strutturale che impone rigore, lungimiranza e senso di responsabilità intergenerazionale. Non si tratta di un dato contabile, ma di una questione politica fondamentale che riguarda il futuro dei giovani e la tenuta complessiva dello Stato. Per questo è necessario superare ogni forma di marginalizzazione del pensiero liberale e porre fine a una lunga stagione di auto esclusione dalla vita pubblica. È tempo di tornare protagonisti, con un’organizzazione solida, radicata nei territori e capace di incidere stabilmente nel dibattito politico nazionale. I Liberaldemocratici Italiani si propongono come forza di rappresentanza del mondo moderato, liberale,  laico e riformatore, nel solco dell’articolo 49 della Costituzione, concorrendo con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale e alla tutela dei principi fondamentalidi libertà, sicurezza, giustizia e solidarietà. In questo quadro, la dimensione sociale della democrazia non è un’aggiunta accessoria, ma una componente essenziale: solo una società che coniuga libertà e coesione può dirsi pienamente compiuta. La nostra collocazione è nell’area moderata e riformatrice del sistema politico italiano. Questa iniziativa rappresenta una sfida e insieme un impegno: dare voce a una cultura politica che ha segnato la civiltà occidentale e che oggi intende tornare a incidere con responsabilità, equilibrio e visione. Solo un partito strutturato, radicato e consapevole della propria funzione storica può affrontare questa nuova fase della vita pubblica italiana. Noi siamo pronti a farlo, senza pregiudiziali, con spirito costruttivo e con la determinazione di chi intende contribuire, con serietà, al futuro del Paese.

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Documenti

La presente sezione raccoglie testi e materiale prodotti dai Liberaldemocratici Italiani, offrendo un quadro ordinato e coerente dell’elaborazione politica eprogrammatica del movimento.
I contenuti qui raccolti riflettono l’impegno costante a favore dei principi della democrazia liberale, dello Stato didiritto e della libertà individuale, nel segno della chiarezza espositiva e del rigore istituzionale.

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