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L'autonomia che divide l'Italia

L'autonomia che divide l'Italia

Il Presidente Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, Ciro Giovanni Palmieri, interviene sul dibattito politico della settimana, sottolineando come, accanto ai temi economici, alla prossima legge di bilancio e ai principali dossier europei in materia di competitività, sicurezza e immigrazione, il vero nodo politico e istituzionale sia rappresentato dall'autonomia differenziata.

Secondo il Presidente Palmieri, il percorso parlamentare del provvedimento, dopo il voto favorevole del Senato e l'approdo alla Camera dei deputati, rappresenta «un passaggio di straordinaria rilevanza politica», poiché rischia di introdurre una trasformazione profonda dell'equilibrio istituzionale della Repubblica, mettendo in discussione il principio dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini e dell'uniformità dei diritti fondamentali.

I Liberaldemocratici Italiani ribadiscono la loro contrarietà all'autonomia differenziata, una posizione assunta con coerenza sin dalle prime fasi del dibattito pubblico. Una contrarietà che, come sottolinea il Presidente Palmieri, non nasce da una logica di contrapposizione ideologica, ma da una precisa concezione liberale dello Stato: uno Stato moderno, autorevole ed efficiente, capace di garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti e le medesime opportunità, indipendentemente dal territorio di residenza.  Secondo Palmieri, l'autonomia differenziata rischia di trasformarsi in un fattore di ulteriore frammentazione istituzionale, anziché rappresentare una reale occasione di miglioramento amministrativo. La differenziazione delle competenze, senza un quadro nazionale forte e uniforme, potrebbe infatti ampliare i divari territoriali e produrre una Repubblica nella quale l'accesso ai servizi essenziali dipenda sempre più dal luogo in cui si vive.

Il Presidente Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani evidenzia tuttavia come la posizione del Partito non si limiti alla critica del provvedimento, ma si fondi su una proposta alternativa di riforma dello Stato.  Già nel mese di gennaio, infatti, i Liberaldemocratici Italiani hanno avanzato la proposta di superamento dell'attuale sistema delle Regioni, ritenendo necessario aprire una nuova stagione di riforme istituzionali capace di affrontare le criticità maturate negli ultimi decenni.

Una proposta che sarà illustrata e approfondita nei suoi aspetti costituzionali, amministrativi e organizzativi all'interno del Documento Politico-Programmatico ed Elettorale che sarà presentato all'Assemblea Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani del prossimo 2 ottobre.

Il superamento dell'attuale regionalismo, nella visione dei Liberaldemocratici Italiani, non rappresenta una semplice soppressione di un livello amministrativo, ma una riforma organica finalizzata a costruire uno Stato più semplice, più efficiente e più responsabile, riducendo sovrapposizioni, conflitti di competenza, sprechi di risorse pubbliche e disuguaglianze territoriali.

L'obiettivo politico indicato dal Presidente Palmieri è quello di restituire centralità alla funzione dello Stato, rafforzando al tempo stesso il ruolo degli enti locali realmente vicini ai cittadini, secondo un modello fondato sulla sussidiarietà, sulla responsabilità amministrativa e sulla qualità dei servizi pubblici. Sul piano politico, i Liberaldemocratici Italiani ritengono che la maggioranza di Governo si assuma una responsabilità significativa rispetto agli effetti di questa riforma. In particolare, le forze politiche del centrodestra con un forte radicamento elettorale nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno dovranno spiegare ai propri elettori le ragioni di una scelta che, secondo i Liberaldemocratici Italiani, rischia di penalizzare proprio quei territori che maggiormente necessitano di politiche nazionali di sviluppo e riequilibrio. Per il Presidente Ciro Giovanni Palmieri il principio fondamentale resta uno solo: la Repubblica italiana è una e indivisibile e i diritti dei cittadini non possono essere condizionati dal territorio nel quale vivono.

La sfida dei Liberaldemocratici Italiani è dunque quella di promuovere una nuova stagione riformatrice: una Repubblica più moderna, più efficiente e più giusta, nella quale l'unità nazionale non sia un valore astratto, ma una garanzia concreta di libertà, uguaglianza e pari opportunità per tutti gli italiani.

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