Virardi: «L'Italia ha bisogno di riforme strutturali, non di una politica prigioniera delle emergenze»

«Le tensioni sociali, le difficoltà del settore dei trasporti, il confronto sulla sicurezza e le scelte economiche in vista della legge di bilancio 2027 ripropongono questioni strutturali che richiedono risposte organiche, lungimiranti e coerenti con i principi dello Stato di diritto».
È quanto osserva Nino Virardi, componente del Comitato dei Garanti dei Liberaldemocratici Italiani, intervenendo sulle principali questioni dell'attualità politica nazionale.
«La politica deve recuperare il senso della responsabilità e della programmazione, superando la logica degli interventi occasionali. Le difficoltà delle famiglie e delle imprese, particolarmente avvertite nel Mezzogiorno, impongono politiche economiche capaci di coniugare rigore finanziario, riduzione della pressione fiscale, tutela del risparmio e libertà d'impresa.
Sul versante della sicurezza, occorre riaffermare un principio fondamentale della democrazia liberale: garantire pienamente il diritto di manifestare, contrastando con fermezza ogni forma di violenza, nel rispetto delle libertà costituzionali.
Altrettanto urgente è restituire fiducia alle giovani generazioni attraverso istruzione di qualità, valorizzazione del merito e concrete opportunità di lavoro.
Il rinnovato dibattito sulle Province – prosegue Virardi – conferma, inoltre, la necessità di una radicale riforma dello Stato, superando duplicazioni amministrative, sovrapposizioni di competenze e centri di spesa improduttiva».
«L'Italia ha bisogno di uno Stato autorevole, ma non invasivo; di istituzioni efficienti, ma non costose; di un'economia libera, fondata sul merito e sulla responsabilità.
Non servono nuove strutture burocratiche né provvedimenti dettati dalle convenienze del momento, ma una stagione di riforme autenticamente liberali, democratiche ed europeiste, capaci di coniugare libertà individuale, responsabilità pubblica e interesse nazionale.
La buona politica non si misura dalla quantità degli interventi dello Stato, ma dalla capacità delle istituzioni di garantire diritti, creare opportunità e liberare le energie della società», conclude Virardi.