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Salis, i Liberaldemocratici Italiani: la credibilità politica si misura con la coerenza, non con la retorica

 I Liberaldemocratici Italiani hanno sempre scelto di non commentare vicende giudiziarie riguardanti singoli esponenti politici. È una posizione che appartiene alla cultura liberale: i processi si celebrano nei tribunali, non nelle piazze mediatiche, e ogni cittadino ha diritto alla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Per Carla Ceretelli, componente della Direzione Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, la vicenda che coinvolge l'eurodeputata Ilaria Salis rappresenta però un'eccezione. Non tanto per il procedimento giudiziario in sé – la condanna al risarcimento di oltre 300mila euro a favore di due ex collaboratori è infatti una sentenza di primo grado, destinata a essere riesaminata in appello – quanto per il significato politico che essa inevitabilmente assume.

«Non spetta a noi sostituirci ai giudici», osserva Ceretelli. «Ma quando una figura pubblica costruisce la propria immagine presentandosi come paladina della giustizia sociale, dei diritti e della tutela dei lavoratori, ogni vicenda che riguarda il rapporto con i propri collaboratori assume una rilevanza che va ben oltre il piano processuale.»

Secondo l'esponente liberaldemocratica, la questione centrale è quella della coerenza, valore imprescindibile per chi esercita funzioni pubbliche. «Chi si erge a custode dell'etica pubblica e pretende di impartire lezioni di legalità e di diritti deve essere disposto ad accettare lo stesso rigoroso metro di giudizio che invoca nei confronti degli altri. La credibilità politica non si fonda sulla superiorità morale proclamata, ma sulla coerenza tra i principi affermati e i comportamenti concretamente tenuti.»

Per i Liberaldemocratici Italiani, il garantismo resta un principio irrinunciabile e non può mai essere piegato alle convenienze del momento. Proprio per questo, sottolinea Ceretelli, «rispettiamo il percorso della giustizia e attendiamo gli esiti definitivi del procedimento. Ma il giudizio politico è altra cosa: riguarda la responsabilità, l'esempio e la coerenza che ogni rappresentante delle istituzioni è chiamato a dimostrare.»

Perché, conclude Ceretelli,«in uno Stato liberale nessuno può rivendicare un primato etico. Davanti alla legge, come davanti alla coerenza, siamo tutti chiamati a rispondere nello stesso modo.»

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