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Previdenza e Manovra, Virardi: «Tramontino i condizionali: serve una riforma strutturale. Età a 64 anni ed emancipazione dell'assistenza dalla previdenza»

«Prendiamo atto, a mezzo stampa, dell’ennesimo e indistinto catalogo delle intenzioni sottoscritto dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Tra sibillini “si potrebbe”, edulcorati “si può” e vaghe aperture verso una flat tax di maniera, il titolare del MEF persegue una gestione dei nodi macroeconomici e previdenziali improntata alla retorica dell’indecisione. È d'uopo rammentare al Ministro che la propria formazione politica ha edificato un pluriennale consenso elettorale sulla promessa categorica di smantellare e superare la riforma Fornero. È giunto il momento di abbandonare l'indeterminatezza dei condizionali per dimostrare se, alle iperboli della propaganda, corrisponda un'effettiva ed etica volontà di governo.» Lo dichiara Nino Virardi, del Comitato dei Garanti dei Liberaldemocratici Italiani, commentando le recenti posizioni espresse dal Ministro dell'Economia in vista della definizione della prossima Manovra di Bilancio. «Ciò di cui il Paese necessita con assoluta urgenza – prosegue Virardi – non è la somministrazione di palliativi fiscali né la logica degli interventi contingenti, bensì un’impostazione strutturale e moderna, ancorata a saldi principi liberali, capace di saldare rigore finanziario, equità e responsabilità intergenerazionale. Per i Liberaldemocratici Italiani, le direttrici maestre sono inderogabili:

  • Netta scissione tra Previdenza e Assistenza: Conditio sine qua non per conferire rigorosa trasparenza ai conti pubblici, eliminare perniciose sovrapposizioni e garantire la tenuta del sistema nel lungo termine.
  • Criterio anagrafico a 64 anni per tutti: Una soglia di accesso certa, chiara e universalistica, da attuarsi mediante un percorso graduale che estingua la giungla di quote transitorie e deroghe frammentarie, fonti primarie di instabilità per lavoratori e imprese.
  • Generalizzazione del metodo contributivo: L'importo dell'assegno pensionistico deve riflettere, con matematica trasparenza, il montante effettivamente versato durante la vita lavorativa, in omaggio al principio del merito e dell'equità.
  • Tassonomia oggettiva dei lavori usuranti: Un perimetro di tutela derogatorio riservato esclusivamente alle mansioni gravose, circoscritto da evidenze scientifiche e sottratto alla logica delle concessioni clientelari.
  • Incentivazione del secondo pilastro: Un quadro normativo stabile e una defiscalizzazione incisiva per promuovere la previdenza complementare, presidio indispensabile per garantire serenità prospettica alle giovani generazioni.

Il Ministro Giorgetti e l’Esecutivo superino la stagione dei rinvii e depositino in Parlamento una riforma sistemica. La flessibilità e il patto intergenerazionale non si stipulano con fughe in avanti a margine dei convegni, ma con la determinazione politica di modernizzare le strutture portanti dello Stato», conclude Virardi.

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