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Porciani: «La politica torni alle idee e alle riforme, non alle convenienze elettorali»

Il confronto sulla legge di bilancio, i nuovi equilibri delle coalizioni, la riforma elettorale e il fermento nell'area liberale e riformatrice delineano un quadro politico nel quale le strategie di schieramento rischiano di prevalere sulle esigenze concrete del Paese.

«L'Italia ha bisogno di una politica capace di governare i cambiamenti, non di limitarsi ad amministrare le emergenze o a rincorrere convenienze elettorali», osserva Alessandra Porciani, dei Liberaldemocratici Italiani, commentando l'attuale scenario nazionale.

«La stabilità delle istituzioni non può essere disgiunta dalla qualità della rappresentanza democratica, così come il rigore dei conti pubblici deve accompagnarsi alla riduzione della pressione fiscale, al contenimento della spesa improduttiva e alla valorizzazione dell'iniziativa privata.

La nuova legge elettorale ripropone il delicato equilibrio tra governabilità e pluralismo, mentre il confronto nell'area liberale impone una riflessione sulla coerenza delle identità politiche.

Il liberalismo non è un'identità da improvvisare all'approssimarsi delle scadenze elettorali, né un espediente per trasformare le ambizioni personali in rendite parlamentari. È una cultura politica che esige convinzioni autentiche, coerenza ideale e dignità istituzionale.

Occorre superare la logica delle aggregazioni costruite esclusivamente attorno alle candidature, restituendo centralità ai programmi, alla credibilità delle proposte e alla necessità di una profonda modernizzazione delle istituzioni.

La politica non può ridursi a un esercizio di opportunismo, nel quale le appartenenze si modificano secondo le prospettive di successo e le convinzioni diventano negoziabili. La cultura liberale, al contrario, si fonda sulla responsabilità delle scelte, sulla certezza del diritto, sulla libertà economica e sul rispetto delle istituzioni».

«La buona politica non consiste nel moltiplicare le promesse, ma nel realizzare le riforme; non nel distribuire posizioni, ma nel creare opportunità. L'Italia ha bisogno di uno Stato autorevole, ma non invasivo, di istituzioni efficienti e di una classe politica capace di anteporre l'interesse generale alle convenienze di parte», conclude Porciani.

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