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Piano Casa, Montrone: «Bene la semplificazione, ora più libertà economica»

«L'approvazione definitiva del Piano Casa rappresenta un segnale positivo. La scelta di puntare sulla semplificazione amministrativa, sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sul coinvolgimento degli investimenti privati va nella direzione che i Liberaldemocratici Italiani indicano da tempo: uno Stato che crea le condizioni per lo sviluppo senza sostituirsi ai cittadini e alle imprese.»

È quanto afferma Marianna Montrone, esponente dei Liberaldemocratici Italiani , commentando il via libera definitivo al provvedimento.

«Ridurre gli ostacoli burocratici significa rendere l'Italia più competitiva, attrarre investimenti e accelerare la riqualificazione del patrimonio immobiliare. È un cambio di paradigma che salutiamo con favore, perché il mercato e l'iniziativa privata non sono un problema da contenere, ma il motore della crescita e dell'innovazione.»

Secondo Marianna Montrone, tuttavia, il Piano Casa «non esprime ancora fino in fondo una visione autenticamente liberale».

«Accanto agli elementi di apertura verso il mercato – osserva Montrone – permane un impianto nel quale lo Stato continua a esercitare un ruolo molto esteso, attraverso un rilevante impiego di risorse pubbliche, strumenti di sostegno e meccanismi selettivi che rischiano di alterare il principio dell'uguaglianza delle regole. Un ordinamento liberale deve offrire opportunità, non distribuire privilegi.» Per la rappresentante dei Liberaldemocratici Italiani, resta inoltre una criticità il sistema delle procedure accelerate.

«Le semplificazioni amministrative dovrebbero riguardare tutti gli investitori, non soltanto le operazioni di maggiore dimensione. Le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale dell'economia italiana, hanno diritto alla stessa certezza dei tempi e alla stessa efficienza amministrativa garantite ai grandi operatori. La libertà economica non può avere una soglia minima d'investimento.»

Marianna Montrone conclude rilanciando la proposta dei Liberaldemocratici Italiani: «Questo provvedimento rappresenta una buona base di partenza, ma può e deve essere migliorato. L'Italia ha bisogno di meno burocrazia, di un quadro normativo stabile, di una fiscalità favorevole agli investimenti e di uno Stato che sappia concentrarsi sulle proprie funzioni essenziali, lasciando spazio all'iniziativa, alla responsabilità e alla concorrenza. Solo così il diritto alla casa potrà essere garantito in modo duraturo, attraverso la crescita economica e non attraverso un interventismo pubblico sempre più esteso.»

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