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Occhiuto guardi anche a chi il liberalismo lo pratica da anni Palmieri: «Se Forza Italia e il Centrodestra vogliono dare cittadinanza ai liberali e ai riformisti, riconoscano chi questa cultura la sostiene da anni»

«Le recenti dichiarazioni di Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia e presidente della Regione Calabria, sulla necessità di rendere Forza Italia più moderna e aperta e di rafforzare nel Centrodestra una cultura liberale e riformista, meritano attenzione.

Occhiuto parla della necessità di recuperare un metodo riformista e di “dare cittadinanza a liberali e riformisti”. Proprio per questo ci chiediamo: prima di ricercare altrove sensibilità e contributi, perché non guardare anche a chi, da anni, questa cultura la rappresenta e la sostiene concretamente all’interno del Centrodestra?».

Lo dichiara Ciro Giovanni Palmieri, presidente nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, che aggiunge:

«Condividiamo l'esigenza di rafforzare una cultura politica fondata sul liberalismo, sul riformismo, sul merito, sull' innovazione e sulla libertà. Sono valori che abbiamo sostenuto con coerenza nel corso degli anni. I Liberaldemocratici Italiani non scoprono oggi questo spazio politico. Siamo presenti da anni e lo siamo con i fatti: abbiamo partecipato a diverse tornate elettorali e alle coalizioni di Centrodestra, con nostre candidature e con il nostro impegno politico in Veneto, Toscana, Campania, Calabria e in altre realtà del Paese. Abbiamo più volte chiesto, anche formalmente, una collaborazione più stretta con Forza Italia, mettendo a disposizione idee, esperienza e classe dirigente. A queste richieste, fino a oggi, non è seguito alcun riscontro. Sia chiaro: non chiediamo posizioni, candidature o incarichi. Chiediamo politica, confronto e la possibilità di contribuire alla costruzione di un Centrodestra autenticamente liberale e riformista. Anche il richiamo di Occhiuto allo spirito innovatore di Berlusconi ci trova concordi. Quello spirito significava apertura, capacità di includere, ascoltare e mettere insieme culture ed energie diverse, senza smarrire la propria identità.

Se oggi si vuole rafforzare nel Centrodestra una cultura liberale e riformista, riteniamo naturale partire anche da chi, per storia, collocazione politica e impegno concreto, quella cultura la rappresenta e la sostiene da anni, prima di ricercare contributi e sensibilità appartenenti a tradizioni politiche differenti. Per questo il nostro vuole essere un invito rivolto direttamente a Occhiuto: prima di guardare altrove, guardi anche a chi è già al suo fianco.

I Liberaldemocratici Italiani ci sono, sono disponibili al confronto e hanno già manifestato concretamente la volontà di collaborare. Ora servono fatti, non soltanto dichiarazioni»

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