Marchetti e Palmieri: «È tempo che i liberali tornino protagonisti della politica italiana»

DEMOCRAZIA LIBERALE E LIBERALDEMOCRATICIITALIANI INSIEME OLTRE LA FRAMMENTAZIONE.
AL VIA UN NUOVO PERCORSO LIBERALE.
Si è svolto un incontro tra le delegazioni di Democrazia Liberale, guidata dal Segretario nazionale Alberto Marchetti, e dei Liberaldemocratici Italiani, guidata dal Presidente nazionale Ciro Giovanni Palmieri.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per un approfondito confronto sull’attuale panorama politico italiano, sulle sue continue evoluzioni e sulle dinamiche che, giorno dopo giorno, sembrano rendere sempre più complessa la definizione di nuovi equilibri politici.
Nel corso dell’incontro è emersa la comune consapevolezza della necessità di superare la frammentazione che da troppo tempo caratterizza la presenza liberale nel nostro Paese e di avviare una fase nuova, fondata sul confronto, sulla chiarezza dei contenuti e sulla volontà di verificare concretamente la possibilità di costruire un percorso politico condiviso. Le due delegazioni hanno pertanto deciso di avviare un confronto strutturato, finalizzato a verificare le condizioni per un eventuale accordo e per una iniziativa politica comune, anche in vista della prossima tornata elettorale e alla luce della nuova legge elettorale recentemente approvata.
«Per troppo tempo – dichiara il Segretario nazionale di Democrazia Liberale, Alberto Marchetti – i liberali hanno assistito dalla finestra alla politica italiana, lasciando che altri occupassero uno spazio che appartiene invece a una cultura politica con una storia, una identità e valori ben precisi. È necessario uscire da questa condizione. Il liberalismo non può essere una presenza occasionale, evocata soltanto alla vigilia delle elezioni, né può essere utilizzato come una semplice etichetta di comodo» «Il nostro intento – aggiunge Marchetti – è verificare se sia possibile costruire una proposta liberale seria, autonoma, moderna e riconoscibile, capace di restituire rappresentanza a quanti continuano a credere nella libertà individuale, nello Stato di diritto, nel merito, nella responsabilità, nell’economia di mercato e nella centralità della persona».
Il Presidente nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, Ciro Giovanni Palmieri, sottolinea come «l’incontro non debba essere interpretato come un semplice confronto tra due sigle, ma come l’avvio di un processo più ampio. Il mondo liberale ha bisogno di ritrovare la capacità di parlarsi e di riconoscersi intorno a valori e obiettivi comuni, mettendo da parte ciò che negli anni ha prodotto divisioni e contrapposizioni».
Il percorso che si apre non nasce dunque da una soluzione già definita, né dalla volontà di imporre una nuova aggregazione dall’alto. Al contrario, sarà il confronto stesso a determinare, passo dopo passo, se esistano le condizioni politiche e programmatiche per procedere verso una forma più avanzata di collaborazione.
Gli incontri che seguiranno saranno dedicati alla definizione dei principi e dei valori sui quali costruire una possibile convergenza, all’elaborazione di una piattaforma politica condivisa e alla verifica delle necessarie condizioni organizzative ed elettorali.
Sarà inoltre avviato un confronto con le altre realtà che si riconoscono nella cultura liberale e riformatrice, nella convinzione che nessun progetto di rilancio del liberalismo possa prescindere dal contributo di esperienze, sensibilità e personalità diverse. L’iniziativa è pertanto aperta all’intera galassia liberale italiana: associazioni, movimenti, amministratori, esponenti della società civile e singole personalità che intendano contribuire alla costruzione di una prospettiva autenticamente liberale potranno trovare uno spazio di confronto. Il presupposto politico è altrettanto chiaro: nessuna primo genitura e nessuna pretesa di esclusività. Il liberalismo non appartiene a una singola organizzazione, a un gruppo dirigente o a una stagione politica. Appartiene a una tradizione di pensiero che può e deve essere declinata nelle sfide dell’Italia contemporanea.
Per questo, il nuovo percorso dovrà necessariamente fare a meno di quei personalismi, di quelle rendite di posizione e di quei veti che, nel corso degli anni, hanno contribuito a rendere difficile qualsiasi autentico processo di aggregazione dell’area liberale.
«Non intendiamo costruire l’ennesima sigla –affermano Marchetti e Palmieri – ma verificare se sia finalmente possibile costruire qualcosa di più ambizioso: una proposta politica liberale, plurale e inclusiva, nella quale le differenze non rappresentino un ostacolo, ma una ricchezza, e nella quale nessuno debba rinunciare alla propria storia per poter contribuire a un progetto comune».
Il confronto partirà dunque dai contenuti, per proseguire attraverso un calendario di incontri e di passaggi politici definiti, con l’obiettivo di arrivare a una valutazione condivisa sulle prospettive del percorso. Non si tratta, quindi, di annunciare oggi ciò che dovrà essere deciso domani, ma di avere finalmente il coraggio di iniziare.
Perché la vera alternativa alla frammentazione non è la cancellazione delle identità, ma la capacità di mettere insieme ciò che può stare insieme, nel rispetto delle diverse esperienze e nella comune convinzione che il liberalismo italiano abbia ancora molto da dire e, soprattutto, da fare.
Dopo anni nei quali i liberali sono rimasti troppo spesso alla finestra, è arrivato il momento di tornare a essere protagonisti. Non per occupare uno spazio qualsiasi, ma per costruire uno spazio politico fondato sulla libertà, sulla responsabilità e sulla dignità della persona.
Il confronto è iniziato. Ora spetta alla politica liberale dimostrare di essere all’altezza della propria storia e delle sfide del presente.
