Liberali dell’ultima ora: le idee si possono copiare, la credibilità No

Il rinnovato attivismo nell'area centrista, in vista delle elezioni politiche del 2027, rischia di riproporre un copione fin troppo conosciuto: nuove sigle, vecchie ambizioni e improvvise conversioni al liberalismo. Non ci stupiremmo se qualche sedicente liberale dell'ultima ora, folgorato sulla via delle convenienze elettorali, finisse per appropriarsi di alcune delle proposte dei Liberaldemocratici Italiani, rivendicandone persino la primogenitura. Si pensi, ad esempio, alla nostra proposta di radicale riforma dell'architettura istituzionale dello Stato: elezione diretta del Presidente della Repubblica, superamento del bicameralismo paritario, abolizione delle Regioni e delle Province, restituzione di centralità ai Comuni e istituzione di un'Assemblea provinciale dei Sindaci presieduta dal Prefetto. Un disegno organico di semplificazione istituzionale, non una sommatoria di slogan elettorali. Non escludiamo che qualcuno possa presto riscoprirne singoli contenuti, presentandoli come intuizioni originali. Ma una cosa è condividere le idee, altra è appropriarsene per accreditare tardive vocazioni riformatrici. Il liberalismo non si misura dalla rapidità con cui si cambia collocazione politica, ma dalla serietà delle proposte e dalla coerenza con cui le si sostiene. Le primogeniture si possono rivendicare, la credibilità bisogna conquistarla.