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Liberaldemocratici Italiani: "No ai populismi e alle aggregazioni improvvisate. L'Italia ha bisogno di una seria cultura di governo"

 In una fase storica che richiederebbe una politica capace di affrontare con competenza le grandi questioni dello sviluppo economico, della competitività, dell'innovazione, della sicurezza internazionale e del rafforzamento del ruolo dell'Italia in Europa, assistiamo invece al ritorno di narrazioni identitarie, slogan divisivi e semplificazioni populiste che rischiano di allontanare il dibattito pubblico dalle reali esigenze del Paese.

«Il fenomeno politico rappresentato dal generale Roberto Vannacci – dichiara #NinoVirardi, componente del Comitato dei Garanti dei  #LiberaldemocraticiItaliani– non può essere considerato un episodio isolato. Esso rappresenta l'emersione di una cultura politica che privilegia la contrapposizione alla proposta, la provocazione alla soluzione, la semplificazione alla complessità. Una deriva che non riteniamo compatibile con una moderna cultura liberale, europeista e di governo».

Per i #LiberaldemocraticiItaliani la centralità della persona, la tutela delle libertà individuali, il merito, la libera iniziativa economica, il garantismo, l'europeismo e l'atlantismo costituiscono principi irrinunciabili attorno ai quali costruire una proposta politica credibile per il futuro dell'Italia.

«Esiste inoltre – prosegue #Virardi – una vasta area di cittadini moderati, liberali, riformisti ed europeisti che guarda concrescente preoccupazione all'evoluzione di alcune componenti del #centrodestra. Molti elettori che storicamente si riconoscono nell'area moderata già oggi vivono con disagio determinate posizioni espresse dalle forze più sovraniste della coalizione. È pertanto auspicabile che il #centrodestra continui a preservare la propria vocazione di governo, evitando ulteriori spostamenti verso posizioni identitarie o radicali che rischierebbero di allontanare una parte significativa del proprio elettorato».

I Liberaldemocratici Italiani osservano inoltre con attenzione il moltiplicarsi di iniziative che, soprattutto in prossimità delle scadenze elettorali, si propongono come nuove aggregazioni dell'area liberale, moderata e riformista.

«L'unità tra culture politiche affini rappresenta certamente un valore – sottolinea #Virardi – ma solo quando nasce da una reale condivisione di principi, programmi e visione del Paese. Destano invece perplessità quelle operazioni che vedono protagonisti soggetti che per anni si sono contrapposti duramente sul piano politico e personale e che oggi sembrano riscoprire improvvisamente una comune appartenenza al mondo liberale e riformista».

«I cittadini moderati meritano rispetto, serietà e coerenza. Il liberalismo democratico non può essere ridotto a una formula elettorale o a un contenitore occasionale. È una cultura politica esigente che richiede credibilità, continuità, competenza e una chiara visione delle riforme necessarie al Paese».

I #LiberaldemocraticiItaliani confermano il proprio impegno per la costruzione di una proposta autenticamente liberale, garantista, europeista e riformatrice, alternativa tanto ai populismi sovranisti quanto alle aggregazioni improvvisate prive di una reale elaborazione politica.

«L'Italia ha bisogno di più libertà, più responsabilità, più merito e più riforme. Ha bisogno di una politica capace di guardare al futuro, non di rincorrere nostalgie o costruire cartelli elettorali dell'ultima ora. È questa la sfida che i #LiberaldemocraticiItaliani intendono raccogliere e portare avanti con coerenza e determinazione».

  

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