Legge elettorale, Palmieri (Liberaldemocratici Italiani): "Le regole della democrazia non possono essere ostaggio dei tatticismi. Basta con i 'miracolati' della politica."

«L'approdo in Aula della riforma della legge elettorale, accompagnato dalle evidenti divisioni che attraversano tanto la maggioranza quanto l'opposizione sul tema delle preferenze, restituisce l'immagine di una politica ancora troppo spesso condizionata da convenienze contingenti e calcoli di parte. È quantomeno singolare che una materia così delicata, che attiene all'architettura stessa della nostra democrazia, continui a essere affrontata con logiche tattiche anziché con autentico spirito riformatore.»
Lo dichiara Ciro Giovanni Palmieri, Presidente Nazionaledei Liberaldemocratici Italiani.
«I Liberaldemocratici Italiani non modificano oggi la propria posizione in funzione degli equilibri parlamentari. Da sempre sosteniamo, con coerenza e convinzione, una riforma elettorale fondata su un sistema proporzionale con un premio di maggioranza equilibrato, capace di assicurare stabilità di governo senza comprimere il pluralismo democratico; una soglia di sbarramento al 3%, che favorisca la rappresentanza delle autentiche culture politiche senza incentivare la frammentazione; e il ripristino delle preferenze, affinché siano nuovamente i cittadini, e non le segreterie dei partiti, a scegliere i propri rappresentanti.
La nostra proposta si fonda su un principio essenziale della cultura liberaldemocratica: coniugare rappresentanza, governabilità e responsabilità. Nessuna democrazia matura può dirsi pienamente tale se gli elettori sono privati della possibilità di incidere direttamente sulla selezione della classe dirigente.
Per questa ragione riteniamo ormai conclusa la stagione dei cosiddetti "miracolati" della politica, di quanti approdano nelle istituzioni esclusivamente grazie alla collocazione favorevole nelle liste bloccate e non per effetto del consenso personale espresso dagli elettori. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo della rappresentanza popolare e del merito politico, non il risultato di nomine decise nelle segreterie di partito.
Una legge elettorale non dovrebbe mai essere costruita per favorire una maggioranza o penalizzare un'opposizione, né essere modellata sulla base dei sondaggi o delle convenienze del momento. Essa rappresenta il patto fondamentale tra cittadini e istituzioni e, proprio per questo, dovrebbe essere il frutto di una visione alta della democrazia, ispirata ai principi della libertà, della partecipazione, della responsabilità e dell'equilibrio istituzionale.
L'Italia ha bisogno di regole stabili, condivise e lungimiranti, non di riforme dettate dall'opportunità politica del momento. È tempo di restituire centralità ai cittadini, rafforzare il rapporto di fiducia tra eletti ed elettori e costruire un sistema che garantisca, insieme, governabilità e piena rappresentanza. Solo così sarà possibile restituire prestigio alle istituzioni repubblicane e rinnovare la credibilità della politica agli occhi degli italiani.»
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