Comunicati

Legge elettorale: la democrazia non può essere ostaggio delle segreterie

«Il nuovo confronto sulla legge elettorale dimostra ancora una volta come la politica italiana continui a discutere delle regole della democrazia partendo dagli interessi dei partiti e non da quelli dei cittadini. Il vertice di maggioranza conclusosi senza alcun accordo certifica l'ennesimo fallimento di una classe dirigente più impegnata a misurare i propri rapporti di forza interni che a costruire un sistema elettorale stabile, trasparente e realmente democratico.»

Lo afferma Francesca Babic,componente della Direzione Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani.

«Da oltre trent'anni l'Italia cambia continuamente legge elettorale senza affrontare il vero nodo della questione. Si discute di premi di maggioranza, soglie di sbarramento, collegi e formule matematiche, ma si evita sistematicamente il tema fondamentale: il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Cambiano le architetture elettorali, resta immutato il monopolio delle candidature esercitato dalle segreterie di partito.»

«La democrazia non può essere ostaggio degli apparati. Quando la composizione del Parlamento viene decisa da ristrette oligarchie partitiche anziché dagli elettori, si indebolisce il principio della rappresentanza e si rompe il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. È proprio questa distanza ad alimentare l'astensionismo, la disaffezione politica e il successo delle forze antisistema.»

«È significativo che il dibattito politico continui a ruotare prevalentemente attorno agli equilibri tra i partiti della maggioranza, mentre il tema della partecipazione democratica rimane sullo sfondo. Se davvero si vuole avviare una riforma seria, il primo obiettivo deve essere restituire agli elettori il potere effettivo di scegliere chi li rappresenterà in Parlamento. Tutto il resto viene dopo.»

Babic interviene anchesull'attuale situazione politica.

«Le divisioni emerse all'interno della maggioranza sulla legge elettorale e le crescenti tensioni fra le forze di governo restituiscono l'immagine di una coalizione ripiegata sulle proprie dinamiche interne. L'Italia, invece, avrebbe bisogno di un esecutivo concentrato sulle grandi sfide economiche, industriali e internazionali che attendono il Paese, non di un confronto permanente sulle convenienze dei singoli partiti.»

«Anche sul PNRR non sono più sufficienti dichiarazioni ottimistiche. I cittadini e il sistema produttivo attendono risultati verificabili, investimenti completati e riforme capaci di produrre crescita e competitività. La credibilità delle istituzioni si misura sulla capacità di trasformare le risorse europee in sviluppo, innovazione e opportunità per le nuove generazioni.»

«Accogliamo positivamente ogni investimento destinato al rafforzamento della formazione linguistica e dell'internazionalizzazione della scuola italiana. Tuttavia, anche le migliori iniziative rischiano di perdere efficacia se rimangono confinate agli annunci. La scuola necessita di una strategia complessiva che valorizzi il merito, la qualità dell'insegnamento, la libertà educativa e il pieno inserimento dell'Italia nello spazio europeo della conoscenza.»

«La Costituzione affida ai partiti il compito di concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale e alla selezione della classe dirigente. Quando prevalgono logiche oligarchiche e autoreferenziali, questa funzione costituzionale viene tradita. In una fase storica in cui le democrazie europee sono esposte a pressioni esterne, campagne di disinformazione e crescenti pulsioni populiste, rafforzare la legittimazione democratica degli eletti rappresenta un interesse nazionale prima ancora che una riforma istituzionale.»

Galleria Fotografica

nessuna immagine presente

Unisciti a noi.
Idee che costruiscono futuro.

aderisci
Made by Riffmax & Powered by Webflow