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Il liberalismo prêt-à-porter e l’arte del posto al sole

  Alla vigilia di ogni elezione, con la puntualità di un fenomeno atmosferico, il liberalismo torna di moda. Destra, sinistra, centro e terre di mezzo si riempiono di nuovi liberali: riscoprono Einaudi e Croce, citano Tocqueville e Hayek, si dichiarano indipendenti, moderati, riformisti.

Poi ci sono quelliche scoprono la libertà quando diventa conveniente.

Garantisti con gli amici, giustizialisti con gli avversari; favorevoli al pluralismo quando li favorisce, sostenitori dell'intervento pubblico quando protegge interessi consolidati; indipendenti fino al momento in cui occorre scegliere.

Ma tenere tutte le porte aperte in attesa di conoscere il vincitore non è indipendenza.

È prudenza elettorale. Si osserva il vento, si misurano gli equilibri e, quando il quadro è sufficientemente chiaro, si trova una nobilissima ragione per stare dalla parte giusta.

Il vecchio «posto alsole».

Il liberalismo autentico, invece, è scomodo.

Significa difendere la libertà anche dell'avversario, il pluralismo anche quando produce risultati sgraditi, il mercato quando mette in discussione rendite consolidate, lo Stato di diritto anche quando riguarda chi non ci è amico.

E soprattutto significa coerenza.

Per questo la domanda non è: «Che cosa dichiari oggi?»

È: «Che cosa hai difeso quando non ti conveniva farlo?»

Perché un principio che non costa nulla rischia di essere soltanto una dichiarazione d'intenti.

Noi Liberaldemocratici Italiani non distribuiamo patenti di liberalismo. Guardiamo ai comportamenti. Perché essere liberali significa non piegare i principi alla convenienza personale o elettorale.

Alla vigilia del voto assisteremo ancora alla sfilata degli indipendenti, dei trasversali, dei moderati e dei nuovi liberali. Ci diranno di aspettare, osservare, non chiudere le porte.

Ma c'è una differenza essenziale tra chi cerca una posizione e chi difende una posizione.

Il primo guarda ilvento. Il secondo pianta una bandiera.

Il liberalismo non è un'etichetta, una candidatura o un lasciapassare per il tavolo della politica. È una scelta di libertà, responsabilità e regole. E si riconosce soprattutto quando presenta il conto. Il resto è liberalismo prêt-à-porter e l’arte del posto al sole.

Ciro GiovanniPalmieri

Presidente nazionaledei Liberaldemocratici Italiani

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