Il liberalismo non ha padroni, il centro non ha proprietari

«Da tempo assistiamo al ripetersi di un singolare pellegrinaggio politico di quanti, con crescente disinvoltura, si proclamano custodi esclusivi del liberalismo, del riformismo e del centro politico, attraverso iniziative e occasioni pubbliche che si avvalgono anche di risorse e strutture finanziate dalla collettività. È legittimo, naturalmente, utilizzare gli strumenti che le istituzioni mettono a disposizione. Ma proprio perché si tratta di risorse dei cittadini, sarebbe auspicabile che il loro impiego fosse sempre accompagnato dalla massima trasparenza, sobrietà e pluralismo, senza che lo spazio pubblico possa trasformarsi in una rendita di posizione politica. Il liberalismo, per sua stessa natura, non può essere una proprietà privata, né il centro può essere considerato un territorio da presidiare e distribuire secondo convenienze di parte. I Liberaldemocratici Italiani non hanno alle spalle risorse pubbliche, apparati finanziari, giornali o giornalisti al proprio servizio, né sponsor politici ai quali dover riconoscenza. Abbiamo scelto la strada, certamente più difficile, dell’autonomia e della libertà di pensiero. E proprio per questo conosciamo il prezzo dell’indipendenza: il silenzio di chi preferisce non dare spazio a ciò che non controlla, le porte che si chiudono, le censure più o meno esplicite e l’ostilità di quanti sembrano ritenere che, se un’iniziativa politica non nasce nel proprio recinto, allora non abbia diritto di cittadinanza. Talvolta per interesse, talvolta per quella singolare presunzione secondo cui soltanto porta la propria firma avrebbe diritto di esistere. È una concezione della politica che non ci appartiene.
La politica liberale è pluralismo, libertà di iniziativa, confronto tra idee e pari dignità di chi sceglie di misurarsi con il consenso dei cittadini. Nessuno può attribuirsi il monopolio del centro e nessuno può decidere chi abbia il diritto di definirsi liberale.
I Liberaldemocratici Italiani ci sono e continueranno a costruire la propria proposta con serietà, autonomia e coerenza. E, qualora nella prossima tornata elettorale si determinino le condizioni e le opportunità politiche per una presenza utile e credibile, saremo pronti a presentarci con la nostra identità e con un nostro programma. Non chiediamo corsie preferenziali, né benevolenze. Chiediamo soltanto pari dignità e la possibilità di confrontare liberamente le nostre idee con quelle degli altri.
Perché il liberalismo non ha bisogno di padroni, ma di cittadini liberi. E il centro politico non è un feudo da ereditare: è uno spazio che si conquista attraverso le idee, la coerenza e il coraggio di metterle al servizio del Paese.»