FISCO: OLTRE IL BOLLO, PIÙ LIBERTÀ CIVILE ED ECONOMICA

L'esenzione del bollo automobilistico prevista per il 2027 rappresenta una misura certamente condivisibile nella direzione, ma del tutto insufficiente nella portata e nel metodo. Il provvedimento rischia infatti di configurarsi come l'ennesimo intervento congiunturale isolato, laddove l'Italia necessita con urgenza di una politica di drastica e strutturale contrazione della pressione fiscale.
A richiamare l 'attenzione sulla necessità di un cambio di paradigma è Nino Virardi, componente del Comitato dei Garanti dei Liberaldemocratici Italiani, che ribadisce un principio cardine della cultura liberale: le risorse restituite ai cittadini attraverso un taglio delle imposte non costituiscono una benevola concessione dello Stato, bensì la legittima restituzione di ricchezza a chi l'ha prodotta con il proprio lavoro e i propri investimenti. La vera sfida istituzionale non risiede nell'elargizione contingente di sussidi, ma nel ridimensionamento dell'invadenza statale e nella progressiva restituzione della libertà di scelta economica agli individui.
In questa prospettiva, la priorità risiede nel superamento della frammentaria «politica dei bonus» a favore dell'edificazione di un sistema tributario semplice, stabile e prevedibile. L'attuale groviglio di deroghe, detrazioni e adempimenti burocratici mortifica l'iniziativa privata e genera una diffusa incertezza del diritto. La rigenerazione del fisco deve pertanto articolarsi lungo direttrici chiare e rigorose: una decisa riduzione delle aliquote, la cancellazione dei regimi speciali e una drastica semplificazione procedurale che consenta a cittadini, imprese e professionisti di operare senza l'incubo della macchinosità burocratica.
Parallelamente alla contrazione delle entrate, l'agenda liberaldemocratica impone un' altrettanto severa razionalizzazione della spesa pubblica. Ogni risorsa sottratta alla collettività deve superare un rigoroso vaglio di efficienza e giustificarsi unicamente nell'interesse generale. Lo Stato deve superare la tentazione del pervasivo interventismo di mercato per riscoprire il valore della sussidiarietà e della libera concorrenza, ritirandosi dai settori in cui la società civile e il privato possono garantire prestazioni migliori e concentrando le proprie prerogative esclusivamente sulle funzioni sovrane ed essenziali. L'obiettivo ultimo non è la rivendicazione di meri trasferimenti pubblici, bensì la garanzia di mercati aperti, regole certe e garanzie strutturali volte a consentire a ciascuno di edificare autonomamente il proprio futuro.