Avolio: «Il liberalismo non è un'etichetta elettorale, ma una cultura politica che esige coerenza e responsabilità»

«Il confronto sulla legge di bilancio, gli equilibri interni al centrodestra e le iniziative di aggregazione nell'area liberale e riformatrice ripropongono una questione fondamentale: la politica deve tornare a confrontarsi sui programmi e sulle riforme, anziché esaurirsi in tatticismi elettorali e convenienze contingenti».
È quanto osserva Pasquale Avolio, dei Liberaldemocratici Italiani, intervenendo sul quadro politico nazionale in vista delle elezioni del 2027.
«L'Italia ha bisogno di scelte coraggiose riduzione della pressione fiscale, contenimento della spesa improduttiva, libertà' impresa, certezza del diritto e una profonda modernizzazione dello Stato. La responsabilità di governo non può essere sacrificata alle contrapposizioni tra partiti né alle ambizioni dei singoli.
Anche il fermento nell'area liberale impone una riflessione: non basta riscoprirsi liberali alla vigilia delle elezioni. Il liberalismo è una cultura politica, non un espediente per ottenere rappresentanza parlamentare. Le alleanze hanno valore quando nascono da una reale convergenza programmatica, non dalla semplice ricerca di candidature».
«I Liberaldemocratici Italiani – conclude Avolio –riconoscono nella libertà, nella responsabilità, nel merito e nello Stato di diritto i fondamenti della propria identità politica.
Non è sufficiente dichiararsi liberali: occorre dimostrarlo nella coerenza delle scelte e nella credibilità delle proposte.
Il Paese non ha bisogno di nuove sigle costruite attorno alle convenienze del momento, ma di una politica capace di restituire autorevolezza alle istituzioni, centralità ai cittadini e concretezza alle riforme».