Affitti brevi, Ceretelli: "Dall’UE un dirigismo liberticida contro la proprietà privata”

«La bozza di regolamento presentata dal Commissario europeo per la Casa, Dan Jørgensen, in materia di locazioni turistiche brevi rappresentala deriva di una tecnocrazia che risponde alla scarsità dell’offerta con l'iper-regolamentazione e la coercizione amministrativa». È quanto dichiara in una nota Carla Ceretelli, componente della Direzione Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani.
«Sotto il paravento formale della risoluzione del 'disagio abitativo'», prosegue Ceretelli, «l’Unione Europea sceglie la via più miope: delegare ad enti locali e regioni la facoltà di limitare arbitrariamente il mercato immobiliare e comprimere la libertà d'impresa dei singoli cittadini. Si tratta di un errore concettuale di fondo che vizia la proposta alla radice.
Lo stress abitativo delle grandi aree metropolitane non nasce dall'intraprendenza dei piccoli risparmiatori o dai servizi turistici diffusi, bensì dall'incapacità cronica delle istituzioni pubbliche di pianificare politiche di sviluppo urbano flessibili, dalla lentezza del sistema giudiziario nell'offrire garanzie sui contratti a lungo termine e dall'assenza di Piani di edilizia residenziale efficaci».
Secondo la dirigente liberaldemocratica, «imporre vincoli amministrativi o tetti alle locazioni brevi non genererà un solo immobile a canone sociale in più, ma produrrà esclusivamente l'estensione di pratiche burocratiche opache, la contrazione della ricchezza diffusa e il depauperamento del micro-tessuto economico che sostiene borghi e città d'arte.
La proprietà privata non è un bene in concessione temporanea governativa o municipale, né può assurgere a capro espiatorio delle inefficienze dello Stato».
«Chiediamo con fermezza al Governo italiano e ai rappresentanti nelle istituzioni europee di contrastare questo impianto proibizionista. L'Europa che sosteniamo è fondata sui principi di responsabilità individuale, certezza del diritto, sussidiarietà e mercati aperti, non su un pervasivo dirigismo di ritorno», conclude Carla Ceretelli.